Real Estate Pills del 19 settembre, 2016

Sep 19 2016

Economia

Usa chiedono $ 14 mld a Deutsche Bank, il titolo crolla in Borsa

Avvio in pesante calo per Deutsche Bank, alla Borsa di Francoforte, dopo che è emerso che il Dipartimento di Giustizia americano ha proposto di chiudere un'indagine relativa ai mutui subprime con il pagamento di $ 14 mld. Il titolo ha aperto le contrattazioni in ribasso del 7,2%, nonostante la banca abbia già dichiarato che non intende chiudere il contenzioso pagando la cifra richiesta.

Eurostat: lavoro, Italia al top in Ue per donne inattive

Quasi una donna su due, in Italia, nel 2015, pur essendo in età da lavoro, era fuori dal mercato (45,9%), con un tasso di inattività di 20 punti superiore a quello degli uomini (25,9%), al top in Ue dopo Malta (27 punti). Il dato è contenuto in uno studio di Eurostat sulle persone al di fuori del mercato del lavoro.

Bankitalia: nuovo record per il debito pubblico, tocca € 2.252 mld

Segna un nuovo record il debito pubblico. A luglio, il debito delle Amministrazioni pubbliche si è attestato a € 2.252,2 mld, in aumento di € 3,4 mld rispetto a giugno. È quanto emerge dal supplemento finanza pubblica al bollettino statistico della Banca d'Italia.

Istat: prezzi, agosto in deflazione

L'Istat conferma la stima preliminare sui prezzi ad agosto, ancora in deflazione con un calo dello 0,1%. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e una diminuzione dello 0,1% su base annua, facendo registrare lo stesso tasso tendenziale di luglio.

 

Mercato Immobiliare

Knight Frank: in Europa, yield spread tra uffici e titoli di Stato rende l’immobiliare più attrattivo

L’immobiliare è diventata una asset class più attrattiva in Europa dopo il referendum che ha promosso l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Lo sostiene una ricerca condotta da Knight Frank. Con i rendimenti dei titoli di Stato a dieci anni che in tutto il mondo sono crollati ai minimi storici e i rendimenti dei palazzi uffici che, invece, stanno crescendo dal referendum dello scorso 23 giugno, lo yield spread si è allargato, rendendo l’immobiliare più attrattivo per gli investitori. Al 2 di settembre, la differenza di rendimento risulta massima a Bruxelles, dove lo yield medio per gli uffici prime si attesta al 5%, contro i titoli di stato a 10 anni con un rendimento dello 0,22%, generando uno spread del 4,78%. La differenza tra i rendimenti è ai livelli massimi anche in altre città, tra cui Milano. Per quanto riguarda il capoluogo lombardo, il rendimento degli uffici ai primi di settembre ammonta al 4,50%, un dato che, se rapportato all’1,18% dei titoli di Stato italiani a 10 anni, genera uno spread del 3,32%, rendendo la metropoli italiana la nona città europea con il maggiore gap tra i due valori.

Scenari Immobiliari: Europa, la rivincita del mattone del Sud

Secondo Scenari Immobiliari, la crisi immobiliare, lentamente, si allontana dall’Europa. L’elevata liquidità e i bassi tassi di interesse comportano un crescente afflusso di capitali nell’immobiliare, sia da parte delle famiglie, che degli investitori istituzionali. Il 2016 è stato caratterizzato dalla Brexit, che potrebbe comportare un calo a fine anno del 14% del mercato inglese, con conseguenze anche sul fatturato europeo, che diminuisce dello 0,2% a poco più di € 700 mld. Ma l’elemento più interessante del 2016 è l’andamento positivo dei mercati del sud Europa. La Spagna cresce del 10,5% e torna ai livelli pre-crisi. Il mercato italiano chiuderà l’anno a € 121 mld, ai livelli del 2010, con un più 3,6%.

OMI: compravendite +21,8% annuo nel secondo trimestre

Nel secondo trimestre del 2016, i dati relativi al mercato immobiliare italiano mostrano un consolidamento della forte dinamica espansiva già espressa nel primo trimestre, con un +21,8% annuo per le compravendite, che migliora il già consistente +17,3% della rilevazione precedente. È quanto emerge dall'ultima Nota trimestrale dell'OMI, Agenzia delle Entrate. Si tratta di un dato in qualche misura in controtendenza, soprattutto per la sua intensità e per l’accelerazione che imprime alla dinamica tendenziale, rispetto alle informazioni sull’andamento complessivo dell’economia italiana e degli indici di fiducia di imprese e famiglie fornite recentemente dall’ISTAT.